
Antincendio Boschivo
Antincendio boschivo è formato da quaranta volontari che svolgono attività di prevenzione, pattugliamento e intervento sugli incendi boschivi in stretta collaborazione con il Corpo Forestale ed i Vigili del Fuoco. Inoltre attua piani e studi sui rischi alle popolazioni derivanti dagli incendi boschivi.

Struttura dell'incendio
Ogni singolo incendio è caratterizzato da:
- fronte o testa che è la parte più avanzata, dove maggiore è la velocità di propagazione del fuoco che è generalmente la parte sottovento o nei versanti quella verso la cima;
- i fianchi, che sono le parti laterali rispetto alla direzione del fronte;
- parte posteriore o tergo nella quale la propagazione è più lenta in quanto rimane sopra vento o alle basi dei versanti.
Le singole parti, comunque possono cambiare in relazione al vento, alla morfologia del territorio, alla vegetazione, ecc.; al mutare di questi possono crearsi nuovi fronti e direzioni.
Il cambiamento dei fattori o l’effetto dell’estinzione determinano le fasi di espansione o di decadimento.
Se la fase di decadimento continua, si raggiunge come ultima fase l’estinzione totale.
Comunque non è da escludersi una inversione di tendenza: è bene infatti avere sempre presente, per la propria e altrui sicurezza, che in un incendio la situazione è sempre fluida, mai veramente stabile.
Tipologia degli incendi
in base alla parte vegetale interessata dalla combustione gli incendi si distinguono in:
Incendio o fuoco di superficie o radente: le fiamme interessano la vegetazione erbacea ed arbustiva senza coinvolgere direttamente le chiome dello strato arboreo. Il caso tipico è quello di un pascolo alberato: il fuoco, al suo passaggio, brucia le stoppie ed eventualmente la macchia bassa presente ma lambisce solamente i fusti, essiccando tuttavia in parte le chiome degli alberi. Si può dire che ogni incendio nella fase iniziale sia di questo tipo e possa, quindi poi, diffondersi rapidamente nelle restanti parti della vegetazione.
In questa prima fase è un incendio ancora "relativamente" controllabile dal personale a terra. Molto dipende dalle caratteristiche del materiale vegetale che brucia, dalle possibilità d'accesso e movimento che hanno gli uomini ed i mezzi. Se il fuoco non è troppo intenso (le fiamme non superano i 40 – 50 cm1) si può eseguire l’attacco battendo sul combustibile cioè privandolo dell’ossigeno con attrezzatura manuale: flabelli, marre, pale e terra.
Incendio di chioma o di corona: l’incendio interessa solitamente terreni ricoperti da macchia alta o boscati e si propaga, in maniera rapida, producendo un enorme quantità di calore, nella parte alta degli alberi. Tale propagazione può essere indipendente da quella di superficie, come nel caso dei boschi puri di resinose nei quali la produzione di vapori ed oli eterei può addirittura portare a vere e proprie esplosioni "aeree". 
Nel caso in cui le fiamme superino gli 80 cm d'altezza è necessario intervenire per lo spegnimento con getto d’acqua a pressione, diretto sulla base delle fiamme, in modo da raffreddare la combustione e soffocare il fuoco; nel caso in cui le fiamme superino il metro e mezzo, il calore prodotto è talmente elevato che prima dell’intervento del personale di terra, con pompe ad alta pressione, è necessario l’abbassamento delle fiamme con dei lanci di acqua o di liquido ritardante da parte dei mezzi aerei. Incendio a barriera o totale o misto, quando interessa indistintamente tutta la vegetazione presente sulla superficie (piano arboreo, arbustivo, erbaceo), distrugge il bosco nel suo insieme. Valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza.
Incendi sotterranei o di profondità, tipici dei depositi torbosi o dei sottoboschi che hanno una spessa lettiera o anche in presenza di apparati radicali vecchi e seccaginosi. Insidiosi poiché la combustione "apparentemente domata" nella parte aerea può continuare a persistere per giorni sotterraneamente, manifestandosi poi con nuovi focolai a diverse decine di metri dal punto in cui l’incendio era stato spento.
Nel nostro ambiente, povero di grossi depositi in decomposizione, può manifestarsi spesso come incendio sottosuperficiale interessando foglie e ramicci in via di decomposizione nelle zone situate ai bordi di un area percorsa da incendio in precedenza, oppure nella altrettanto temibile combustione delle ceppaie
Per evitare questi inconvenienti è importante che l'opera di bonifica venga svolta in maniera completa su tutto il perimetro assicurandosi che ci sia stata una reale interruzione fisica tra superficie percorsa e la restante vegetazione.
Quando si parla di un incendio boschivo bisogna sempre tenere presente che si è "all’interno" e quindi parte, di un fenomeno dinamico che può assumere caratteristiche qualitative e quantitative diverse rapidamente e contemporaneamente. Pertanto l’operatore deve essere in grado di distinguere e valutare gli elementi circostanti che segnalano il mutare delle condizioni, in modo tale da riuscire ad affrontare con la dovuta perizia ogni tipo di intervento, riuscendo a prevedere le condizioni di pericolo.
L’abbandono del luogo dell’incendio deve avvenire in maniera graduale in modo da garantire la sorveglianza del territorio percorso che, in base alla gravità e tipologia dell’evento deve essere mantenuta anche per ore.
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